Bene gli over 50, in affanno la fascia 35-49 anni: cosa dicono i (buoni) dati di aprile sul lavoro

Ad aprile la stima del numero di occupati - rispetto al mese precedente - segna un incoraggiante +94mila unità: di questi 39mila sono dipendenti permanenti (vale a dire rapporti a tempo indeterminato), il resto sono contratti a termine (+34mila) e nuovi lavoratori autonomi (+21mila persone - per loro, è tornato il segno positivo dopo diversi mesi di calo).

Più occupati tra gli over 50
Le fasce d'età “premiate” dalle nuove assunzioni sono ancora essenzialmente gli ultracinquantenni, anche per effetto delle regole che hanno allungato l'età pensionabile. Movimenti marginali si vedono però anche tra i 25 e i 34 anni: sul mese il numero di occupati cresce di 16mila unita', sull'anno di 33mila.

In difficoltà i 35-49enni
Il tasso di disoccupazione scende all'11,1 per cento; in un mese ci sono 106mila persone in meno che cercano un impiego. Per i giovani la situazione resta critica: il tasso di disoccupazione degli under25 resta stabile al 34 per cento. Peggio di noi in Eurolandia solo Spagna e Grecia. Tornano a salire gli inattivi: +24mila unità (sul mese), e qui sono coinvolti gli under25 e la fascia d'età intermedia 35-49 anni, a testimonianza di come, in questo segmento demografico in particolare, la situazione è tutt'altro che rosea: proseguono i processi di ristrutturazione aziendale, e quando si concludono con espulsioni dal lavoro, lo “scoraggiamento” è dietro l'angolo. E la ricerca di un nuovo impiego è molto difficoltosa.

Complessivamente, il mercato del lavoro sta viaggiando oltre la dinamica del Pil (in un anno, +277mila occupati, +1,2 per cento). Bisognerà vedere le prossime rilevazioni Istat: il punto è che per ora i posti in più sono ancora nei servizi (il dato di aprile risente anche dell'imminente avvio della stagione estiva). L'industria è in affanno, e c'è un tema produttività che va rilanciato subito. Se l'obiettivo e' buona occupazione e rilancio di innovazione e investimenti, le prossime scelte del governo dovranno essere coerenti: giù il costo del lavoro stabile e sgravi alla produttività. Entrambe le misure con carattere strutturale.

Fonte: ilsole24ore

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